Dec 9, 2006

Camino Inca

Ore 6 del mattino: sono pronta aspettando che mi vengano a prendere all'ostello per partire per il trekking ma nopn arriva nessuno. Sveglio tutti, inizio a sclerare, ma niente e l'agenzia apre solo alle 9. Alla fine prendo un taxi di corsa fino al kilometro 82, punto di partenza, per raggiungere il gruppo. Un'ora e mezzo di viaggio col taxista Santiago, che mi tarpina tutto il tragitto. Si erano dimenticati di me, e cosi' quando torno a Cuzco dovro' fermarmi per fare la denuncia.
Via, alla fine comunque parto! In marcia!
Nel simpatico gruppo un giapponese di Tokyo, un carino diciannovenne di berlino, una coppia di Lisbona -medico e architetta- , tre periodisti di new York - due spagnoli e una cubana, la giovane guida e otto ´muli´(sono persone) portatori. Si parla castillano o giapponese.
Il sentiero costeggia il fiume Urubamba fino alla prima rovina Llactapata, 'citta' sul fianco della collina', tipica costruzione inca su tre livelli ai piedi della montagna. in alto le abitazioni, poi i terrazzamaneti, e una strana struttura - tre muri a forma di serpente. le tre parti simbolizzano i tre mondi incaici: Hanapacha, il mondo futuro caratterizzato dal condor; Kaipacha, il presente - il puma; e Ukupacha, il mondo oscuro - il serpente.
In questa prima parte il cammino non e' pavimentato, perche' gli Inca lo distrussero per non far trovare Machu Picchu agli SWpagnoli.
Prima notte a Huayllabamba (2750 m.) un micro villaggino, con pioggia e gallo che non si e' mai fermato!
Il secondo giorno molto duro, una salita spezzafiato ininterrotta (5 ore) e con ripidi scalini fino a 4198 m., Warmiwañusca, ´'íl passo della donna morta'. Dopo il caldo della salita, il gelo sulla cima, e la ripida discesa scivolosa fino al secondo accampamento. Arriviamo che i portatori hanno gia' montato tutto, io dormo in tenda da sola e oltre a bussarmi alla tenda per chiedermi se voglio la loro compagnia, mi svegliano infilando un mate di coca in tenda!
Anche il terzo giorno inizia salendo, tanto per ricordare ai polpacco cosa significa essere tirati dagli scalini, con prima fermata ai resti di Runturacay, 'edificio a forma di cesto', a painata circolare, e passanbdo due lagune fino ad arrivare al secondo passo (3998 m.). La camminata continua fino alla citta' dominante di Sayamarca, appollaiata su un piccolo sperone di roccia, molto bella con altare sacrificale e alcuni muri in stile imperiale. Terzo e ultimo passo (3700 m.) passando dentro ad un tunnel. A partire dal secondo passo ci siamo addentrati in una foresta di nubi, una nebbia padana che non ci abbandonera' piu'..., e la vegetazione e' molto cambiata: bambu' e alberi che mi ricordano la Patagonia.
Altre rovine di Phuyupatamarca, 'citta' sopra le nuvole', con vasche cerimoniali e dal terzo campeggio sono andata sola a visitare le rovine di Huiñay Huayna, 'eternamente giovane', nome anche di una bellissima orchidea. Sono i resti piu' belli, e scopro che non sono inclusi nel tour, ma meglio cosi', piu' bello visitarseli sola, immersa nell'antico silenzio incaico. Gli intelligenti inca costruivano tutto con un sistema antisismico, facevano i modellini in pietra prima di mettersi a costruire, edificavano in armonia con la montagna, il paesaggio, il panorama, senza distruggere nulla.
Sono molto fiera di me per come cammino bene, sempre le prima del nostro gruppo con Pablo, il tedesco, con piu' di un'ora di distacco con l'ultimo.
Birretta, cannetta, e altro buon cenone. E partenza alle 4 per raggiungere l'Intipunku, la porta del sole, per vedere machu Picchu all'alba...ma solo nebbia bianca...pazienza, almeno la meta e' raggiunta!
Bellissimo, dopo tutto il cammino per arrivarci, ti lascia senza fiato. Tanto tempo per scoprirlo tutto, gli adoratori, la parte urbana, industriale e agricola, la mitica pietra con 32 angoli, le pietre astronomiche, il labirintico tempio del condor. Le teorie su questo posto sono piu' di 400: un'universita' elitaria, un importante centro cerimoniale, una citta' di donne elette o da sacrificare al Dio Sole... chissa' cos'era?! Fantastico, sul cucuzzolo della montagna. E per avere un'altra visuale generale ho scalato anche il Wayna Picchu (altra follia!).
Utlimo sforzo fino ad Aguas Calientes e meritato bagno in acque termali!

Il giorno dopo ho anche visitato il Valle Sagrado, con cittadine e centri agricoli incas e villaggi andini. Il bel

3 comments:

Anonymous said...

Sono io senza fiato per la bellezza e la ricchezza trasmesse dal tuo racconto!
Baci
A presto
Pat

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ma quanti chilometri hai fatto a piedi? sicuramente più ore che in aereo...
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